Drapum Valdemagnum

Oltre alla tradizionale vocazione agricola e pastorale, la Valle Imagna, vantava una fervida attività di produzione e lavorazione della lana. In particolare, il secolo XIV corrisponde alla commercializzazione di un prodotto tipico della valle, ildrapum valdemagnum, un grande panno di lana. Benché non fosse considerato un prodotto di alta qualità, possedeva grandi doti di resistenza e un apprezzabile valore economico: infatti figura nei tariffari dei pedaggi doganali nel nord Italia di quel periodo.

Dagli estimi del 1476 (vedi capitolo dedicato), Locatello vantava: «5 scartatori de lana, 2 ferulatori de lana, 5 tessitori, 3 follatori (e apparatori), 5 lavorant de lana, 7 pexor (pettinatori) lana».

In altura ci si occupava del pascolo e mantenimento delle pecore, si trasportava il materiale attraverso mulattiere in paese, nelle frazioni, e si procedeva a prepararlo per la lavorazione.

Chiunque passeggi per Locatello non può non notare i terrazzamenti creati centinaia di anni fa’ per rendere piu’ fruibile i terreni al pascolo, con muri a secco e mulattiere costruite ad arte fin dalle frazioni in altura fin giu’ al fiume Imagna.

Cardatura o Scartatura

La cardatura è un’operazione che precede il processo di filatura della lana. Preceduta dalla battitura delle fibre, per liberarle dai corpi estranei, consiste nel liberare dalle impurità, districare e rendere parallele le fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura.

Carminare la lana

Lavorazione che vonsiste nel pettinare, scardassare la lana per renderla più soffice e pulita, eliminando nodi e impurità. Questo processo è un passaggio fondamentale nella lavorazione della lana, che precede la filatura.

La nascita del cognome Carminati viene proprio dalla lavorazione di “carminare” la lana.

Ferolatura o Filatura

Arte di creare il filo dalla materia prima. Sicuramente le donne del paese avevano questo compito manuale, delicato, paziente e magari intanto ci scappava qualche rosario.

Tessitori

Produzione vera e propria del panno, manuale o con l’ausilio di macchine (telai) povere a pedale.

La lavorazione della lana era spesso affidata alle donne, che si occupavano della filatura soprattutto nel periodo invernale. 

Follatura

Consiste nel compattare il tessuto attraverso l’infeltrimento, per renderlo compatto e in alcuni casi impermeabile. I filo che componeva il tessuto era bagnato con acqua calda, intriso di sapone e manipolato (battuto, sfregato, pressato) con processi meccanici. Questo processo quindi doveva essere fatto vicino ad un torrente, fiume e con grandi calderoni per scaldare l’acqua. Da qui puo’ essere derivato il cognome Bolis, bollitori di acqua.

Nel XIII, in Europa, comincio’ la lavorazione di seta e cotone che ando’ a soppiantare la lana intorno al XV. Inoltre il mercato richiedeva panni tinti, mercato fiorente nella zona di Curno e Mozzo, dove si coltivava un piccolo fiore che dopo lavorazioni dava un colore azzurro.

Articolo con citazioni dello scrittore e studioso sulla cultura Valdimagnina, Robert Invernizzi.