Sommarione Napoleonico 1814

I sommarioni e le mappe del Catasto Napoleonico relativi ai comuni della Valle Imagna (come Locatello, Corna Imagna, Brumano e Fuipiano) risalgono ai primi anni dell’Ottocento (principalmente tra il 1809 e il 1814) e sono interamente conservati presso l’Archivio di Stato di Bergamo.

Le modalità di consultazione variano a seconda del livello di dettaglio richiesto:

L’istituto permette di visionare gratuitamente a distanza la cartografia storica di tutta la provincia.

Cosa trovi: Le riproduzioni digitali delle mappe originali dei comuni della Valle Imagna in bassa risoluzione.

Dove: Sul portale ufficiale nella sezione dedicata alla Cartografia Catastale dell’Archivio di Stato di Bergamo.

Se hai bisogno di incrociare i dati geometrici con i dettagli dei proprietari terrieri storici (i sommarioni), la ricerca approfondita va effettuata sul posto.

Il sistema informativo: Presso la Sala Inventari dell’Archivio sono attive postazioni digitali con mappe georeferenziate.

Come funziona: Per molti comuni censuari storici (tra cui diversi della valle, come Locatello) puoi cliccare direttamente sulle singole particelle della mappa storica sovrapposta alla cartografia moderna (OpenStreetMap) per aprire istantaneamente la trascrizione del sommarione. Questo ti mostra l’estensione del mappale, il nome del proprietario d’epoca, la destinazione d’uso del terreno e l’eventuale contrada o civico.

Qualora i dati digitali di uno specifico comune imagnino non fossero ancora del tutto indicizzati a terminale, i sommarioni cartacei originali (noti come “Tabelle dei beni dei possessori e sommarioni 1804-1821“) restano ordinabili e sfogliabili dal vivo in sala studio previa prenotazione.

LOCATELLO

Per quanto riguarda Locatello i numeri di mappali sono pressoche sovrapponibili alle mappe che si possono trovare online a questo sito:

https://archiviodigitale-icar.cultura.gov.it/it/185/ricerca/detail/654794

Per facilitare la consultazione, ho trascritto  nel giugno 2026, l’intero Sommarione datato 5 Agosto 1814 (vedi file allegato).

ALCUNI APPUNTI:

– Contrassegnati in VERDE, i mappale intestati al Comune di Locatello

– Contrassegnati in ROSA, le donne intestate su mappali

– Contrassegnati in GIALLO, i mappali della Fabbriceria della Chiesa

– In Rosso le strutture come Molino, Follo, Tornio, Fucina

-In ARANCIONE sono segnati i mappali di proprieta’ di preti originari del paese per un totale di 116 numeri.

PRETI PROPRIETARI

Invernizzi Giovanni Antonio qm Giovanni (1 a Ca Persico)

Invernizzi Andrea Giovanni qm Giovanni (12 a Ca Persico)

Invernizzi Giovanni Andrea qm Carlo (29 tra Locatello, Codeghelli e Ca Felice

Berizzi Giuseppe qm Giambattista (3 a Prato Pizzo)

Berizzi Giambattista qm MarcAntonio (4 a Ca’ Prospero)

Mazzucotelli Giacomo qm Giambattista (27 tra Musso, Botta, Ca Marosio e Ca Prospero)

Arrigoni Giuseppe qm Giuseppe (24 tra Botta, Medile e Medoso attuale zona sotto la Cooperativa)

Borella Stefano qm Antonio (5 a Botta)

Manzoni Giuseppe qm Giovanni (10 tra Disderoli e sopra Medile).

TIPI DI QUALITA’ DI MAPPALE

Nella colonna della qualita’ del terreno si possono trovare (tra parentesi la quantita’ di mappali per caratteristica):

– Aratorio

– Aratorio vitato (104)

– Prato

– Prato con noci (47)

– Prato con castagne fruttifere  (61)

– Prato con frutti (95)

– Orto  (49)

– Bosco ceduo forte da taglio (117): bosco costituito per lo più da alberi a legno forte, come il faggio, il carpino, l’olmo, castagno, ecc. In generale si intende alberi d’alto fusto.

– Prato cespugliato forte/dolce (27)

– Sasso nudo (6)

– Ronco (128)

– Ronco con moroni (129): Il gelso, il mitico “murôn”, come lo chiamava l’antico contadino lombardo, un albero forte, generoso, amato per secoli dal popolo rurale e “nume tutelare” dell’industria della seta fino a metà del secolo scorso.

Gelsi. Chiamati “moroni” già all’epoca in cui Ludovico il Moro(1452–1508) che li aveva introdotti nel ducato di Milano, erano fondamentali per l’allevamento dei bachi da seta che nel Settecento erano ampiamente diffusi nelle nostre campagne. Ludovico il Moro, così chiamato per la sua carnagione scura, aveva inserito nel suo stemma anche un gelso (morone), per esaltare l’intensificazione della coltura del gelso, di cui il duca di Milano si fece promotore, “fonte primaria del successo dell’industria serica del ducato”.

– Zerbo (terreno duro e sassoso, incolto)(45)

– Ripa prativa (12)

– Ripa boscata (19)

– Selva castanile (13)

– Pascolo (18)

– Vigna (1)

Per quanto riguarda il tipo di insediamento:

– Casa e corte di propria abitazione (150)

– Casa da Massaro (82)

– Casa diroccata (10)

– Porzioni di casa al piano superiore (la piu’ alta risulta a Ca’ Marosio di tre piani)

– Corte promiscua (6)

– Casa ad uso stalla (8)

– Casa ad uso fienile (14)

– Molino con ruota da Macinare (6)

– Molino con fucina (2)

– Molino con Follo da Tintura (1)

– Molino a Tornio Ferro (1)

Per un totale di 280 case ad uso differente su tutto il territorio.

LIVELLARI

Altra particolarita’ che si puo’ trovare e’ la presenza dei LIVELLARI.

Nel catasto napoleonico, il livellario è il soggetto che deteneva il dominio utile di un bene immobile (generalmente terreni), ovvero il diritto di sfruttarlo e goderne i frutti, pur non essendone il proprietario assoluto. Il legittimo proprietario del bene (spesso enti religiosi o nobili) conservava invece il dominio diretto e riceveva dal livellario un canone annuo in denaro o in natura (detto livello).

TABELLA con quantita’ di mappali intestati per cognome.