Storia di luce e calore

Oggigiorno le nostre case sono ben riscaldate in tutti i loro locali, un solo gesto di rotazione di una rotellina o, per i piu’ tecnologici, un click su app, bastano per avere calore come e quando se ne vuole.

Fino a 4 decenni fa’ era impensabile che un gas entrasse nelle nostre case, i piu’ evoluti lo raccoglievano in grossi serbatoi e ancor prima in bombole ricaricabili nei negozi del paese. I primi allacciamenti alla rete metano furono nel 1986.

Dopo la seconda guerra mondiale e la ripresa economica, il riscaldamento era affidato essenzialmente alle stufe in ghisa delle piu’ sfaccendate forme. Il legname, sempre reperibile nei propri boschi, bastava e avanzava per il fabbisogno stagionale. Oltre a scaldare, le stufe, fungevano da forni e piani cottura, praticamente l’antica induzione.

Se vogliamo guardare ancor prima l’unica fonte di calore nel 1800 erano i camini. 

Oggi a Locatello se ne possono trovare di diverse forme anche se ormai ornamentali, spenti, chiusi per non disperdere calore o addirittura eliminati per creare spazio. 

Erano collocati nella stanza piu’ abitata, la cucina/sala, al centro della parete per diffondere calore, fulcro di incontri, di racconti e anche di luce serale.

Le finestre, di conseguenza, per trattenere il calore in casa, erano di piccole dimensioni e le porte di altezze essenziali.